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Il Terremoto dell'Irpinia e della Basilicata del 1980

Il Mattino del 26/11/1980 3 novembre 1980, domenica. Fino alle 19.35 un sera come tante, da quel momento in poi passerà alla storia come la sera del terremoto del sud!

L 'area interessata dalle scosse più violenti (VI MCS) fu di 20.000 km², le persone che vi morirono furono 2998, i senza tetto più di 300.000. L'intensità del sisma fu del 7° della scala Richter

Video della memoria sul teremoto dell'Irpinia e della Basilicata del 1980

Il video si articola in una documentaria carrellata di immagini che mostrano la vita di quei posti prima della tragedia, negli attimi dopo la scossa, i luoghi ricostruiti e i paesi rinati, concludendosi con un doveroso ed immenso grazie a tutti i soccorritori.

Terremoto dell'Irpinia del 1980

Foto cartello di ringraziamento per i soccorsi dei volontari terremoto 1980 irpinia e basilicataNon ci hanno sollevato dal dolore e dal bisogno i vostri mezzi e le vostre frenetiche attività, quanto il vostro prontissimo e fortissimo calore umano.
GRAZIE!

In una foto dell'epoca: Gesualdo ringrazia per la solidarietà!

Lo scenario di quelle ore

Il Mattino Alle 19:35 una interminabile scossa del settimo grado della scala Richter scuote tutto il mezzogiorno d'Italia per novanta secondi. I telegiornali dell'epoca cominciavano a dare poche confuse informazioni:

"...non si hanno notizie di vittime..."

"...ancora non è accertato l'epicentro del sisma..."

"...si sono verificati degli incendi... magari perché le persone sono fuggite e qualcuno ha lasciato acceso il fornello della cucina..."

"...a Bologna, in particolare, sono state avvertite due leggere scosse..."

Ma col passare del tempo la sensazione della catrastrofe strince la gola a tutti!

Manca la luce e i telefoni sono interrotti: nessuna comunicazione può esserre lanciata dalla zona del cratere. Quelle che si pensavano potessero essere le zone colpite dal terremoto, le stesse dalle quali si avevano le prime informazioni, non erano altro che i luoghi contigui alla parte del paese annienta: Irpinia e Basilicata nord-occidentale.

Sono i radioamatori, che con enorme difficoltà, riescono a lanciare per primi l'allarme.

La consapevolezza della catastrofe arriva solo il mattino dopo, quando, con la luce dell'alba è possibile sorvolare la zona del cratere e scoprirla cancellata... un cumulo di case sgretolate!

Rischio sismico

Giornale del 1980Ogni otto anni mediamente in Italia si verifica un terremoto con conseguenze da gravi a catastrofiche. Questo comporta, per i governi che si succedono nel tempo, la necessità di fronteggiare l'emergenza e la ricostruzione, ma anche di elaborare una strategia di difesa dai terremoti. Lo strumento di difesa adottato fino ad oggi in Italia è incentrato sulla normativa sismica, che predispone i requisiti antisismici adeguati per le nuove costruzioni in determinate zone del Paese; l'altra possibile difesa può avvenire attraverso l'intervento sul patrimonio edilizio già esistente, operazione che deve essere articolata a valle di complesse valutazioni socio-economiche, denominate analisi di rischio, in diffusione solo negli ultimi anni. Entrambi gli strumenti di protezione dagli effetti dei terremoti hanno un denominatore comune nella pericolosità sismica, ovvero nella stima dello scuotimento del suolo previsto in un certo sito durante un dato periodo di tempo a causa dei terremoti.

Fonte dell'artico: INGV

mappa sismicaIl grado di pericolosità sismica è stabilito dalla legge in base a normative regionali, su resoconti scintifici. Cliccando sull'immagine a fianco si può visionare una immagine della classificazione sismica vigente in Campania.

Se interessati è possibile visionare la classificazione sismica precedente a quella vigente e le differenze relative ed assolute usando i link seguenti:

mappaVecchia Classificazione

mappaVariazioni relative

mappaVariazioni assolute

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