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Carlo Gesualdo. Il principe l'amante la strega di A. Cogliano

 



 

Carlo Gesualdo
Il Principe, l'amante, la strega

Autore: Annibale Cogliano
Editore: ESI, 2004
ISBN: 88-495-0876-X

Indice dell'opera
  • Tavola delle abreviazioni
Parte Prima
  • Il Maleficio e il conflitto giurisdizionale: il potere di Carlo
  • Carlo e Leonora, Aureli e Polisandra: vitime e carnefici del maleficio
  • L'Inquisizione e la stregoneria in casa Gesualdo
  • Gesualdo: la terra del maleficio
  • La terra di Gesualdo e la Chiesa della Controriforma
  • L'Inquisizione e il modno magico del Mezzogiorno nella storia europea
  • Vescovi e sinodi: addio al Sabba, le streghe come terra di conquista
  • La malattia di Leonora: il corpo abitato dal diavolo e la svolta del Santo Officio
Parte Seconda
Appendice Documentaria
  • I malefici di Aurelia d'Errico e la strega Polisandra Pezzella nella relazione del governatore baronale
  • Il vescovo diocesiano chiede l'avocazione del processo
  • Il Governatore baronale respinge la richiesta vescovile
  • La misericordia di Dio e le preghiere degli uomini nella malattia di Leonora
  • Carlo Gesualdo, Maria d'Avalos e Leonora d'Este nella Cronaca Modenese di G.B. Spaccini
  • Indice dei nomi
Prefazione

“Ho tormentata anco la Polisandra per vigor dela confession di detta Aurelia, et de la deposition di essa Polisandra spontanea dela fella del pan portata ad Aurelia con dirle come di sopra, et ha confessato haver fatto ogni cosa supra narrata, sì del dar a bere il mestruo dato a magnar nella salsa et fatture trovate del modo si contiene in sua depositione in tortura con conserto et ordine di detta Aurelia, et che la fella di pane la pose dentro la salsa quando se pisava con una cosa quagliata come conserva per la causa narrata in sua depositione, et anco che ha parlato col spirito conforme ala depositione del’Aurelia, han ratificato le lor depositioni fatte in tortura”

«Carlo Gesualdo era non solamente un Principe secolare, ma anche il pronipote di un Papa, il nipote dell’Arcivescovo di Napoli, e nel 1610 il nipote di un Santo. L’appassionata e meticolosamente documentata indagine sul mondo magico, sulla stregoneria e sull’Inquisizione durante questo periodo è estremamente importante, non solamente perché ci chiarisce aspetti di personalità e circostanze della vita di Carlo, ma anche perché illumina vivamente l’intreccio politico e culturale fra la Chiesa e il potere laico in materia di eresia e mondo magico. Non sono molti gli studi che hanno fatto luce sulle dimensioni di una complessa ma affascinante storia più chiaramente e in modo più intrigante di questo».

Glenn Watkins
Sommario

Il tempo ed il luogo: Gesualdo del 1603, un piccolo comune agricolo e commerciale nel Sud Italia

I protagonisti: la padrona, la strega, il mago e la moglie dello stregato.

La stregoneria per amore: la magia e l'avvelenamento

La vittima: Carlo Gesualdo, il principe dei musici, l'ultimo discendente di Roberto il Guiscardo, primo re normanno di Sicilia

Il processo: il trionfo del potere secolare, sia baronale che del vicere

La sconfitta di quelli del tempo, i vincitori nel lungo periodo: la Chiesa Illuminata e il Santo Uffizio

La magia come risposta emotiva, culturale e pratica verso la sofferenza e nei confronti di una contraddittoria aristocrazia in una società in transizione

Il problema della mancanza di efficacia della medicina tra medici, barbieri, esorcisti e strioni

Purtroppo i documenti sul processo per stregoneria o maleficium contro il principe Carlo Gesualdo, il famoso musicista, sono molto poveri: ci sono solo una serie di relazioni o di corrispondenze tra i giudici baronali, il viceré e la Corte episcopale. Ma questa limitazione è stata fortunata per la mia ricerca, perché ho dovuto spostare la mia ricerca verso la ricca corrispondenza da parte dei familiari di Carlo Gesualdo e verso il materiale custodito in numerosi altri archivi italiani ed europei. L'indagine sulla sorte della strega, Aurelia, e le sue complici si è allargata ad una inchiesta sulla mentalità, la magia, la Chiesa, la medicina ufficiale, i rituali di guarigione popolare, l'aristocrazia e i rapporti uomo-donna di fine XVI sec. ed inizio XVII sec. nei tribunali italiani.

A. Cogliano.

Informazioni sull'autore

Annibale Cogliano professore di storia e filosofia, è direttore del "Centro studi e documentazione Carlo Gesualdo" di Avellino. Ha diretto dal 1988 "Quaderni irpini" occupandosi di storia moderna e contemporanea del Mezzogiorno: la Chiesa post-tridentina e la costruzione dello Stato moderno, la crisi dell'ancien régime e la rivoluzione napoletana del 1799, la lotta per la terra nel 1848, la formazione e i limiti dello stato unitario, il ceto politico liberale, la magistratura e le istituzioni locali post-unitarie, Giolitti e il Mezzogiorno, il fascismo e la transizione alla Costituente nel Mezzogiorno. Collabora con suoi saggi all'Archivio Storico per le Province napoletane e ad altre riviste meridionali. Ha in corso di pubblicazione “La svolta illuminata del Santo Officio a fine '500”. Per i tipi della Esi ha già pubblicato "Carlo Gesualdo. Il Principe, l'amante e la strega", 2004

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