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Gesualdo 1799: rivoluzione o guerra civile?

Autore: Annibale Cogliano
Collana: Quaderni Irpini (ottobre 2001)

Indice dell'opera
  • Dalla pluridecennale e cieca conflittualità alla Repubblica napoletana
  • L'impossibile normalizzazione
Prefazione

Gli echi della Rivoluzione francese d'oltralpe non sono salvifici, giungendo piuttosto ovattati e filtrati dalla predicazione domenicale: i Francesi attentano alla sicurezza della vita, della proprietà e dell'onore, sino ad osare prendere prigioniero il papa. Non vi sono clubs giacobini, o intellettuali che annunciano un nuovo mondo alla Terra di Gesualdo. Se simpatie si affacciano sono quelle degli uomini dispotici del principe o del sindaco barone Mattioli. I detentori della cultura sono i galantuomini di sempre, i loro figli sono i sacerdoti e i canonici delle collegiate e dei monasteri, o giovani pendolari fra la capitale e la terra di Gesualdo per studiare come perpetuare il dominio antico. Quando la Repubblica è proclamata nell'ultima decade di gennaio del 1799, la cittadina è perplessa di fronte agli avvenimenti che non governano e che la sovrastano. Il principe Caracciolo, i cui abusi feudali da anni la dilaniano, unitamente ai feudi vicini di Frigento e Torella, si schiera con la Repubblica. Essa potrebbe ergere un albero della libertà di facciata, come altre Terre vicine hanno fatto e fanno, per non esporsi a ritorsioni delle truppe francesi, che della sua erezione fanno un simbolo di adesione o almeno di non ostilità. Non lo fa e preferisce, nella sua stragrande maggioranza, attendere e stare a guardare. Saranno i Mattioli a decidere invece della sua sorte e a portarla nelle acque alte dell'anarchia più che della storia, scatenando una violenza devastante e una faida sanguinosa che si protrarrà smisuratamente per anni.

A. Cogliano

Informazioni sull'autore

Annibale Cogliano professore di storia e filosofia, è direttore del "Centro studi e documentazione Carlo Gesualdo" di Avellino. Ha diretto dal 1988 "Quaderni irpini" occupandosi di storia moderna e contemporanea del Mezzogiorno: la Chiesa post-tridentina e la costruzione dello Stato moderno, la crisi dell'ancien régime e la rivoluzione napoletana del 1799, la lotta per la terra nel 1848, la formazione e i limiti dello stato unitario, il ceto politico liberale, la magistratura e le istituzioni locali post-unitarie, Giolitti e il Mezzogiorno, il fascismo e la transizione alla Costituente nel Mezzogiorno. Collabora con suoi saggi all'Archivio Storico per le Province napoletane e ad altre riviste meridionali. Ha in corso di pubblicazione “La svolta illuminata del Santo Officio a fine '500”. Per i tipi della Esi ha già pubblicato "Carlo Gesualdo. Il Principe, l'amante e la strega", 2004

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