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Il Cappellone: una sinagoga travestita?
La Cappella del SS. Corpo di Cristo e l'arcano dello sviluppo socioeconomico di Gesualdo in età moderna

Autore: Annibale Cogliano
Collana: Quaderni Irpini (luglio 2001)

Indice dell'opera
Prefazione

Apriamo con questo primo numero una collana di studi su Gesualdo. Ne seguiranno altri, molti altri speriamo, aperti al contributo di quanti volessero salvaguardare la memoria storica della comunità cittadina, il cui unico criterio, non rigidamente tematico o cronologico, sarà dato dalla validità della ricerca e della disponibilità dei fondi archivistici. L'augurio è che presto si arrivi anche ad un unico archivio storico pubblico attraverso la raccolta degli abbondanti e frammentati fondi dispersi presso famiglie e abitazioni private, unitamente al riordino dell'archivio comunale e parrocchiale, le sole condizioni per rendere possibili l'indagine e la crescita culturale collettiva. La scelta di cominciare con uno studio sulla Cappella del SS. Corpo di Cristo non è però casuale: la precocità dello sviluppo socioeconomico della terra di Gesualdo, la sua continuità nel tempo per tutta l'età moderna sino alle soglie dell'800, i forti poteri dell'università, la grande vivacità dei suoi gruppi dirigenti, la sua articolazione sociale e culturale, a fronte dei deboli poteri feudali e della Chiesa, sono in larga parte attribuibili al ruolo esercitato da un luogo pio tale solo di nome e della capacità progettuale dei suoi fondatori nella prima metà del Cinquecento.

A. Cogliano
Capitolo 1???

L'insolito e, per molti versi spettacolare sviluppo socioeconomico della Terra di Gesualdo nei secoli XVII e XVIII ha una sua prima chiave di lettura nella proprietà diffusa delle sue terre e nella sottrazione precoce e radicale de11'Università al feudatario dei terreni feudali e, tranne il diritto di molitura, dei diritti proibitivi (trappeti, forni, panatica, taverna, ecc..), già molto prima del Cinquecento. Non che a fine Settecento non vi siano patrimoni feudali o sia scomparsa l'opprimente giurisdizione, o che non sia presente una significativa proprietà privata di alcune famiglie gentilizie cresciute all'ombra del Barone; ma sia la presenza del feudatario che quella dei suoi agenti, è molto contenuta e combattuta nelle sue prevaricazioni continui tentativi di egemonia. Ma cosa è accaduto dopo il Cinquecento da impedire che si formassero strozzature sociali e politiche a tale sviluppo? Tale ininterrotta modernizzazione pare spiegabile attraverso un'istituzione particolare: la Cappella dei S.S. Corpo di Cristo, che, sotto la veste di luogo pio dell'Università, nasconde una macchina potente che, da un lato, eredita i rapporti di forza consolidati già agli albori dell'età moderna, e, da un altro, si trasforma in straordinario fattore propulsivo delle dinamiche di sviluppo cittadino. I documenti di cui disponiamo della Cappella del SS. Corpo di Cristo (alias Cappellone), di jus patronato dell'Università, pur lacunosi, sono straordinariamente illuminanti. Il primo fondo è costituito dai protocolli notarili contenenti, tra l’altro, i legati dei cittadini che fanno testamento a favore della Cappella; il secondo

(1) Cfr. Archivio di Stato di Avellino (ASA), Protocolli notarili di Sant'Angelo dei Lombardi, sub voce Gesualdo, notai dei '600 e '700. I più antichi atti notarili superstiti, che risalgono agli inizi del '600 (b. 1603, anni 1603-1617, notaio Melchionna Lucio di Fontanarosa, passim), lasciano supporre che la Cappella abbia una storia più antica, probabilmente, dato il nome, coeva al Concilio di Trento. Nonostante le ricerche accurate presso l'Archivio di stato di Napoli e di Avellino, non mi è stato possibile rinvenire lo statuto.

C2?

Informazioni sull'autore

Annibale Cogliano professore di storia e filosofia, è direttore del "Centro studi e documentazione Carlo Gesualdo" di Avellino. Ha diretto dal 1988 "Quaderni irpini" occupandosi di storia moderna e contemporanea del Mezzogiorno: la Chiesa post-tridentina e la costruzione dello Stato moderno, la crisi dell'ancien régime e la rivoluzione napoletana del 1799, la lotta per la terra nel 1848, la formazione e i limiti dello stato unitario, il ceto politico liberale, la magistratura e le istituzioni locali post-unitarie, Giolitti e il Mezzogiorno, il fascismo e la transizione alla Costituente nel Mezzogiorno. Collabora con suoi saggi all'Archivio Storico per le Province napoletane e ad altre riviste meridionali. Ha in corso di pubblicazione “La svolta illuminata del Santo Officio a fine '500”. Per i tipi della Esi ha già pubblicato "Carlo Gesualdo. Il Principe, l'amante e la strega", 2004

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